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normativa esame di stato


In questa relazione il Consiglio di Classe presenta l’alunno, fornendo le seguenti informazioni:

  • descrizione del deficit e dell’handicap
  • descrizione del percorso realizzato dall’alunno: (a) conoscenze, competenze e capacità raggiunte; (b) difficoltà incontrate, se e come sono state superate; (c) discipline per le quali sono stati adottati particolari criteri didattici; (d) percorsi equipollenti eventualmente svolti ; (e) attività integrative di sostegno poste in essere, anche in sostituzione parziale o totale di alcune discipline; (f) risorse utilizzate (docente di sostegno, ausili, tecnologie ecc); (g) qualsiasi altra informazione che il consiglio di classe ritenga utile far pervenire alla commissione;
  • esposizione delle modalità di formulazione e di realizzazione delle prove per le valutazioni, e precisamente: (a) con quali tecnologie; (b) con quali strumenti; (c) con quali modalità; (d) con quali contenuti; (e) con quale assistenza: questo punto deve essere esposto in modo chiaro ed esauriente, al fine di non suscitare fraintendimenti di legge;
  • eventuale richiesta di prove equipollenti e di assistenza indicando chiaramente: (a) quale tipo di prova si intende far svolgere; (b) quale tipo di assistenza e quali compiti; (c) la durata delle prove scritte.

È molto importante coinvolgere l’alunno disabile nella definizione delle modalità di svolgimento delle prove da sostenere nel corso dell’esame di stato. La richiesta di prove equipollenti e/o di assistenza conclude la relazione di presentazione dell’alunno con handicap. È consigliabile riportare anche in un foglio a parte tale richiesta. La commissione, esaminata la documentazione, predispone le prove equipollenti e, ove necessario, quelle relative al percorso differenziato con le modalità indicate dal consiglio di classe, anche avvalendosi della consulenza di personale esperto. Nel caso in cui la commissione decida in senso contrario al consiglio di classe, deve motivare per iscritto la propria decisione. Riportiamo per esteso il testo della legge

Art. 17

Ai sensi dell’art. 6 del Regolamento, la Commissione d’esame, sulla base della documentazione fornita dal Consiglio di classe, relativa alle attività svolte, alle valutazioni effettuate e all’assistenza prevista per l’autonomia e la comunicazione, predispone prove equipollenti a quelle assegnate agli altri candidati e che possono consistere nell’utilizzo di mezzi tecnici o modi diversi, ovvero nello sviluppo di contenuti culturali e professionali differenti. In ogni caso le prove equipollenti devono consentire di verificare che il candidato abbia raggiunto una preparazione culturale e professionale idonea per il rilascio del diploma attestante il superamento dell’esame. Per la predisposizione delle prove d’esame, la Commissione d’esame può avvalersi di personale esperto; per il loro svolgimento la stessa si avvale, se necessario, dei medesimi operatori che hanno seguito l’alunno durante l’anno scolastico.

  1. I tempi più lunghi nell’effettuazione delle prove scritte e grafiche e del colloquio, previsti dal comma 3 dell’art. 16 della L.104/92, non possono di norma comportare un maggior numero di giorni rispetto a quello stabilito dal calendario degli esami. In casi eccezionali, la Commissione tenuto conto della gravità dell’handicap, della relazione del consiglio di classe, delle modalità di svolgimento delle prove durante l’anno scolastico, può deliberare lo svolgimento di prove scritte equipollenti in un numero maggiore di giorni.
  2. I candidati che hanno svolto un percorso didattico differenziato e sono stati valutati dal Consiglio di classe con l’attribuzione di voti e di un credito scolastico relativi unicamente allo svolgimento di tale piano possono svolgere prove differenziate, coerenti con il percorso svolto, finalizzate solo al rilascio dell’attestazione di cui all’art. 13 del Regolamento. I testi delle prove scritte sono elaborati dalle Commissioni, sulla base della documentazione fornita dal Consiglio di classe”.

Presenza di assistenti

Siccome le prove dell’esame di stato devono essere svolte mettendo il candidato nelle migliori condizioni psicofisiche è prevista la presenza di un assistente che aiuti il candidato nello svolgimento delle prove (consultazione di vocabolari, lettura e/o traduzione del testo in un ‘linguaggio’ accessibile, ecc.). La figura dell’assistente durante le prove scritte e orali è di norma la stessa che ha seguito l’alunno durante l’anno scolastico (docente di sostegno, docente di classe, obiettore di coscienza, personale segnalato dalle associazioni di sordomuti o dalle loro famiglie, ecc.) e deve essere indicata dal consiglio di classe nella relazione da presentare alla commissione. Quest’ultimo deve: ? far presente con quali assistenze il candidato ha svolto le prove di verifica durante l’anno scolastico; ? chiedere l’assistenza necessaria per lo svolgimento delle prove scritte, grafiche e/o orali, indicando i compiti che tale assistenza deve svolgere. Nel caso in cui l’alunno non abbia avuto insegnante di sostegno o assistente, o questi siano impossibilitati a presenziare agli esami, resta comunque suo diritto avere questa assistenza durante lo svolgimento delle prove d’esame. In questo caso il consiglio di classe indicherà una persona idonea, segnalata dalle associazioni di categoria o dalla famiglia (ad esempio l’assistente fornita dall’ente locale a domicilio. Si ricorda che le persone che possono prestare assistenza all’esame possono essere più di una. Ad esempio, l’assistente presente durante la prova di italiano può essere diverso da quello presente durante la seconda prova o la prova orale (si veda in proposito il D.M. 25/5/95 n. 170). L’assistente alle prove non partecipa alla correzione e alla valutazione delle stesse.

I “tempi più lunghi” per le prove

Occorre fare molta attenzione quando si chiedono tempi più lunghi per le prove scritte: gli esami di Stato hanno solitamente standard di durata molto superiori a quelli delle prove svolte durante l’anno scolastico. A volte è preferibile chiedere una prova equipollente che necessiti di minor tempo piuttosto che lo svolgimento della prova in due giorni.

Prove equipollenti

Al fine del rilascio del titolo di studio sono importanti le conoscenze, le competenze e le capacità conseguite dall’alunno, e non il percorso fatto per conseguirle. Il concetto di “prove equipollenti” si rinviene nella C.M. n. 163/83 e nell’art. 6, comma 1 del Regolamento dei nuovi esami di stato approvato con D.P.R. 323/98.
Più precisamente, con prove equipollenti si intende che:

  • la prova inviata dal Ministero della Pubblica Istruzione è svolta con mezzi diversi: ad esempio, computer, macchine da scrivere, per mezzo della dettatura all’insegnante di sostegno, ecc. In questo caso occorre accertare come l’alunno potrà svolgere le prove e se tale svolgimento può disturbare i compagni (alcuni alunni che non sono in grado di scrivere i loro testi sono, in genere, abituati a dettare ad alta voce;...). Nel caso sia necessaria una postazione fuori dall’aula nella quale lavorano tutti gli altri alunni, la commissione deve predisporre la vigilanza necessaria;
  • la prova inviata dal Ministero della Pubblica Istruzione è svolta con modalità diverse: ad esempio, la prova è “tradotta” in quesiti con alcune possibili risposte chiuse, cioè in prove strutturate o in griglie. In questo caso è bene valutare attentamente la soluzione; ad esempio, può essere inopportuno che il consiglio di classe proponga alla commissione una prova equipollente che consista nello svolgimento di una parte del tema ministeriale. E’ anche sconsigliabile fare attendere il candidato in situazione di handicap mentre la Commissione decide e/o prepara la prova e/o le modalità di svolgimento;
  • La prova è proposta dalla Commissione d’esame e ha contenuti culturali e/o tecnici e/o professionali differenti da quelli proposti dal Ministero della Pubblica Istruzione, ma ad essi equipollenti: la prova proposta dalla commissione deve infatti essere tale da poter verificare la preparazione culturale e professionale del candidato. Essa deve inoltre essere omogenea con il percorso svolto dal candidato e deve poter essere realizzata dal candidato con le stesse modalità, gli stessi tempi e la stessa assistenza utilizzati nelle prove di verifica fatte durante l’anno scolastico. Il consiglio di classe, qualora richieda questo tipo di prova, deve fornire nella relazione tutte le informazioni utili per la preparazione del testo e/o dei testi delle prove, fornendo a parte il testo delle prove realizzate durante l’anno dal candidato. La Commissione, a sua volta, (eventualmente avvalendosi di personale esperto), deve preventivamente preparare le prove d’esame diverse da quelle proposte dal Ministero della Pubblica Istruzione, coerenti col programma svolto dal candidato e seguendo le indicazioni fornite dal Consiglio di classe circa i contenuti, le modalità, l’assistenza e i tempi. E’ consigliabile che ciò avvenga dopo avere letto la relazione del Consiglio di classe, esaminato il percorso formativo, consultato i commissari interni o l’insegnante curriculare o il docente di sostegno ed esaminato testi di prove eseguite durante l’anno;
  • per quanto riguarda il colloquio esso si può realizzare mediante prove scritte, test, o qualsiasi altra strumentazione o tecnologia, o attraverso un operatore che medi tra il candidato e l’esaminatore, ad esempio, un docente o assistente o operatore mediatore esperto traduce il linguaggio verbale del docente in linguaggio gestuale comprensibile dall’alunno audioleso e, viceversa, il linguaggio gestuale dell’alunno in linguaggio verbale comprensibile al docente.

Prove differenziate e attestato

Normalmente gli alunni sordi non necessitano di programmi e quindi di prove differenziate, che in effetti la legge prevede soprattutto per altri tipi di handicap. Si verificano comunque casi in cui, a causa o di interventi riabilitativi tardivi e/o insufficienti o a causa di particolari difficoltà di apprendimento, si deve fare ricorso a programmi e prove differenziate. Ciò nell’interesse dell’alunno stesso che solo così può affrontare il percorso scolastico prescelto senza le frustrazioni che inevitabilmente subirebbe inseguendo programmi al di sopra delle sue possibilità. Valgono per la scuola superiore le stesse indicazioni che abbiamo segnalato nel paragrafo “Valutazione ordinaria”, cioè la possibilità che un programma differenziato nel corso di un anno scolastico si tramuti l’anno successivo in un programma globalmente riconducibile ai programmi ministeriali, e quindi dopo un passaggio da una classe all’altra con attestato di frequenza, una promozione l’anno successivo.

Qualora l’alunno abbia svolto un percorso didattico differenziato e non possa quindi ottenere un diploma, riceverà un attestato recante gli elementi informativi relativi a indirizzo e durata del corso di studio, votazione complessiva ottenuta, materie di insegnamento ricomprese nel curricolo degli studi, con indicazione della durata oraria complessiva destinata a ciascuno, competenze, conoscenze e capacità anche professionali acquisite, crediti formativi documentati in sede di esame (DPR n. 323 del 23/7/98, art, 13). Anche per gli esami di stato valgono le regole citate per gli esami di licenza media, cioè si sosterranno prove in relazione ai programmi effettivamente svolti.
L’attestato rilasciato ai candidati che sostengono gli esami di stato sono stilati secondo modelli approvati dall’Osservatorio nazionale sull’handicap e rispondono all’esigenza di certificare come crediti formativi i percorsi differenziati degli alunni disabili, in funzione della necessità di agevolare la frequenza dei sistemi di formazione regionale o il rientro nel sistema formativo. La modulistica è in grado di: descrivere le competenze e le capacità acquisite dall’alunno disabile, indicando anche in quale contesto tali competenze e tali capacità possono realizzarsi; permettere al Servizio Informativo per il Lavoro, all’Ufficio di Collocamento o ai nuovi uffici per l’impiego di leggere le competenze e le capacità conseguite dall’alunno disabile e di avere quindi la possibilità di offrire un lavoro il più rispondente possibile alle reali capacità dell’alunno; fornire al datore di lavoro informazioni chiare e univoche sulle capacità possedute dall’alunno disabile e su come tali capacità possono esplicarsi.
Molte scuole hanno compilato questi attestati come semplici certificati di frequenza ma la CM n. 125 del 20/7/2001 impone ora a tutte le scuole pubbliche e private l’obbligo di rilasciare agli alunni con handicap un attestato ben preciso nei contenuti, come sopra esposto. Questo fa sì che gli attestati debbano essere ufficialmente riconosciuti da chiunque.

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